La Gru cenerina o Gru euroasiatica (Grus grus) era una specie ritenuta estinta (RE) dal 1920 in Italia dalla IUCN (al 2022), ma ultimamente è stata avvistata in Pianura Padana secondo una nuova rotta migratoria dettata dal riscaldamento globale, e si è posata più volte in varie aree umide, tra cui nella Zona Naturale di Salvaguardia della Dora Riparia.
Grazie a diversi studi è stato confermato che queste popolazioni secondo la rotta “baltico-ungherese” arrivano dalla Svezia e dalla Finlandia, si dirigono in Ungheria per fare una prima tappa di riposo e rifocillamento a settembre nel Parco Nazionale di Hortobágy, quindi pian piano ripartono per arrivare entro novembre in Pianura Padana per svernare (passare l’inverno) fino a febbraio e marzo, quando vanno verso i siti di nidificazione nelle regioni baltiche.
Ancora prima di vederla si può sentire vociare mentre è ancora in volo; è facile avvistarla in volo per via dell’apertura alare che sfiora i 2 metri e 40 centimetri. Una volta a terra possono essere avvistate, facendo attenzione a non disturbarle, presso le aree da loro ritenute più sicure e nascoste: grandi aree prative non frequentate, aree di greto perifluviali, presso terreni coltivati per alimentarsi.
Attualmente in Italia migratrice e svernante regolare, estinta come nidificante (ha nidificato regolarmente in Veneto fino circa al 1909 e irregolarmente fino al 1920), ma in aumento dal punto di vista del numero di individui in migrazione e svernamento. La sua principale minaccia era rappresentata dalla bonifica, distruzione e frammentazione delle zone umide.
Il cambiamento della considerazione del territorio, della Pianura Padana, da parte della Gru cenerina è un emblema del riscaldamento globale: se prima qui si riproduceva come fa nei paesi baltici, ora qui sverna come una volta svernava in Africa.
Si ricorda che secondo l’articolo 2 della L.R. n. 5 del 19 giugno 2018 e l’articolo 2 della Legge n. 157 dell’11 febbraio 1992 è una specie particolarmente protetta.
