Rana montana

La Rana Montana (Rana temporaria, ordine Anura, Famiglia Ranidae) è una specie che preferisce gli ambienti di quota, ma la si può trovare anche in pianura; rispetto alle normali rane è di corporatura massiccia, con la testa più larga che lunga, pelle liscia (o leggermente rugosa) e tante piccole ghiandole superficiali. La colorazione dorsale è molto variabile, con tonalità di grigio, bruno, rossiccio, ocra… ma sempre con delle macchie scure più o meno estese. Il ventre è chiaro e punteggiato. Caratteristica è invece la scura banda temporale, ovvero la macchia scura che è ben visibile sui timpani laterali, appena dietro l’occhio. I maschi si distinguono dalle femmine per: i timpani più grossi, arti anteriori più robusti, presenza dei sacchi vocali interni, callo nuziale che nel lato interno diventa nero nel periodo riproduttivo e in alcuni esemplari la gola assume una particolare colorazione grigio-bluastra (che ricorda un cielo fittamente stellato). Essa può essere rinvenuta su una vasta gamma di ambienti, ma sempre presso pozze d’acqua dove può velocemente nascondersi sul fondo se si sente disturbata. È una specie longeva (esemplari record di 15 anni di età), si nutre di una vasta gamma di invertebrati.

Gli accoppiamenti avvengono subito dopo la fine del gelo, da dicembre, (appena non è più presente ghiaccio) presso acque non troppo profonde, dove si aggregano anche centinaia (o più in relazione alla grandezza della pozza) di individui…i maschi cantano giorno e notte, fuori e dentro l’acqua, per attirare le femmine; Il risultato è la presenza di aggregati molto grandi di ovature, casi di fecondazione multipla (clutch piracy) e tanti piccoli girini che si potranno osservare dopo appena 3 settimane (o più in base alla temperature). I girini purtroppo sono molto simili a quelli delle altre rane, da 6mm di lunghezza raggiungono i 40-50mm prima della metamorfosi.

Il più grande fattore di rischio per la sua conservazione è la cementificazione dei torrenti e la captazione idrica dai siti riproduttivi (che rischiano di rimanere asciutti).

Questa specie è presente in Direttiva Habitat come di interesse comunitario nell’allegato V, ovvero è una specie il cui prelievo nella natura e il cui sfruttamento potrebbero formare oggetto di misure di gestione.

Si ricorda che secondo l’articolo 2 della L.R. n. 5 del 19 giugno 2018 e l’articolo 2 della Legge n. 157 dell’11 febbraio 2011 è una specie particolarmente protetta.

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Foto di Roberto Ostellino, iNaturalist e Lorenzo Ligas