Il Tritone crestato (Triturus carnifex, ordine Caudata, Famiglia Salamandridae) è forse il salamandride meno legato agli ambienti umidi rispetto agli altri della sua famiglia; infatti se durante la fase terrestre presenta una pelle granulosa, durante la vita acquatica presenta una pelle molto liscia. Dal punto di vista morfologico questa specie è caratteristico per l’avere il ventre arancione con grosse macchie nere, la gola nera punteggiata di bianco, la c0da appiattita verticalmente a appuntita al termine e, motivazione della denominazione “crestato”, le creste dorsali e caudali (che però non sono sempre presenti!). Il massimo sviluppo delle creste è nel maschio adulto riproduttivo in fase acquatica con la lunga cresta dorsale scura e dentellata che parte dalla base del muso fino alla cloaca e la seconda cresta caudale scura e dentellata lungo tutta la coda. Durante la fase terrestre dei maschi adulti rimane soltanto la cresta dorsale, in modalità accennata. Infine se tutte le larve presentano un’unica lunga cresta scura, unione tra quella dorsale e quella caudale, le femmine e i giovani terrestri al posto delle creste hanno una evidente linea vertebrale gialla che parte dalla base della testa e arriva al termine della coda. Ad aggiungere colore e bellezza a questa specie, il maschio nel periodo acquatico riproduttivo aggiunge lungo la coda una linea bianca-azzurra con riflessi madreperlacei.
Per il resto si ciba principalmente di invertebrati acquatici e terrestri o uova di altri anfibi o pesci, durante la fase acquatica si trova in corpi idrici con acqua ferma o lenta (stagni, pozze acquitrini, fossati, cisterne…), mentre durante la fase terrestre si trova sia in boschi sia in ambienti aperti sotto tronchi morti o pietre. La fase riproduttiva inizia verso la fine dell’inverno, con i maschi che per una femmina si esibiscono articolate danze subacquee, corteggiano tramite stimoli visivi (colorazione del corpo e della coda), stimoli tattili (sfioramenti) e chimici (rilascio di ferormoni). La femmina depone in media 200 uova all’anno con più riprese facendole aderire a foglie di piante sommerse, la metamorfosi avviene 2-3 mesi dopo la schiusa.
Le sue principali minacce sono gli inverni sempre più secchi e l’introduzione di pesci alloctoni.
Si ricorda che secondo l’articolo 2 della L.R. n. 5 del 19 giugno 2018 e l’articolo 2 della Legge n. 157 dell’11 febbraio 2011 è una specie particolarmente protetta.
